piegare le fasce

Stavolta ho deciso che piegherò le fasce con un metodo serio: un acquisto americano di mio fratello Beppe. Si tratta di una specie di copertina termica che riscaldando le fasce bagnate le tiene in piega in una apposita forma con una pressa casalinga (nel senso: fatta in casa ma copiando l’idea). Ho quindi preparato la forma sulla quale le fasce verranno piegate. La forma deve tener conto della chitarra che volete fare, quindi bisogna prepararla basandosi sul template del progetto desiderato. Come si vede nelle foto, per prima cosa ho preparato il template in plexiglass col solito aiuto della sega a nastro (taglio grezzo) e con una raspa Dragon giapponese che non ha pari (questa ho dovuto acquistarla, ma vale la pena).

Il template in plexiglass mi ha poi consentito di riportare il profilo sul legno (i soliti avanzi da 1 euro) e ritagliare con la sega a nastro tre forme, rifinite poi con la fresatrice così da venire uguali e perfettamente combacianti. Lo scopo è ottenere una forma tridimensionale come quella che vedete nelle foto, ottenuta unendo i moduli con tondino di legno da 10mm per ottenere una distanza tra gli estremi di 15 cm e un modulo al centro cosicchè le fasce sotto pressa non mancano mai di un appoggio, qualunque dimensione di chitarra si voglia costruire.

moduli tagliati e fresati
i moduli uniti
forma finita

Nell’ultima foto si vede in rosso il bordo sul quale la fascia poggerà e verrà tenuta pressata dalla coperta termica durante la “messa in piega”.

La prossima volta: piegare le fasce con la coperta termica

materiali di consumo

Quali materiali è necessario avere da subito o quasi? Ovviamente non tutto si usa dal primo momento, però è meglio essere pronti e inizialmente fare un acquisto delle cose che sicuramente serviranno, anche perchè questa parte delle dotazioni non è la più costosa.

1 – le colle: bisogna averne almeno di tre tipi, e tranne una le troviamo in qualunque brico store intorno a noi.

La prima titebond wood glue è il Titebond Original Wood Glue (mi dispiace fargli pubblicità gratuita, ma al momento non c’è modo di evitarlo). Questa ci da gli incollaggi che durano cento e più anni, e con questa si incolla il manico al corpo, le fasce al fondo e al piano armonico, la tastiera al manico, le catene, ecc.
Questa non si trova ovunque, ma non compratela all’estero perchè in Italia c’è chi la vende, fatevi un giro nel web…
La seconda colla che è meglio avere è la storica Vinavil (anche qui, come faccio a evitare di nominarla? io non ne conosco di meglio, almeno per le sue funzioni). Con questa incolliamo legno, carta, cartone, e vari altri materiali, laddove non si necessita di una tenuta secolare e dove non si voglia utilizzare la ben più costosa Titebond.
Ad esempio per incollare i tacchi alla forma, che terranno finchè non vorremo spostarli o staccarli (un colpo di martello e via), oppure la useremo per costruire supporti e ausilii vari in compensato.
La terza colla che bisogna avere viene usualmente chiamata  superglue (questo è un nome generico) che indica le colle al cianoacrilato. La più famosa costa più di altre che si trovano in commercio e che io uso con la stessa qualità di risultato. Si trova in boccettine o dispenser da 3 a 7 grammi, e si usa a goccia o a pennellino.

2 – la carta: per lavorare bene bisogna disporre di una buona quantità di carta di diversi tipi: indispensabili sono i rotoloni assorbenti di tipo officina (quelli da cucina non mi convincono) e la carta da forno. Il primo tipo serve per raccogliere e assorbire eventuali colature, macchie, gocce, eccetera, mentre la carta da forno sostituisce la wax paper consigliata dagli americani. Questa si frappone tra le parti che non devono incollarsi tra loro perchè non viene attaccata dal titebond e in genere dalle altre colle.

3 – nastro adesivo: ne esistono di diversi tipi a seconda della funzione. Iniziamo con quello da pittore, che serve per evitare di toccare con pennelli e vernici le parti da proteggere. Questo lo trovate dappertutto, meglio se liscio e non increspato, così aderisce meglio e forma una miglior barriera ai liquidi (olio, vernice, ecc). Invece è molto importante un altro tipo di nastro, che ha il compito di tenere temporaneamente ma saldamente unite parti che si devono incollare o tenere in posizione. Ad esempio per tenere i linings aderenti alla forma, come in questa foto, dove prendono le curve prima di essere incollati alla chitarra. Lo stesso nastro lo userò per tenerli aderenti al corpo della chitarra durante l’incollaggio. Io uso questo  che compro in USA tramite un sito specializzato in liuteria. E’ un pò caro ma vale la pena, e a causa del dazio e del trasporto, che incidono parecchio, conviene comprarne due o tre per volta, magari insieme ad altro materiale.

Inoltre sono fortemente consigliate le vecchie T-shirt di cotone  fuori uso. Anzichè buttarle fatene degli stracci che servono per lucidare, asciugare, inumidire, eccetera. Direi di usare solo quelle bianche, non si sa mai, sarebbe brutto ritrovarsi un piano armonico di abete tutto rosso o verde…

Aggiungete qualche vecchia tazza e qualche pennello, di diverse dimensioni, che non perda i peli. Se ne trovano dovunque a quattro soldi, non è necessario spendere un patrimonio.