Galleria

chitarra H#1937 – 6° capitolo

 …segue: attività di costruzione.

Le controfasce (kerfing) sono incollate alle fasce. 

Prima di tutto un bell’autografo sulla tavola armonica, poi un po’ di nastro adesivo lungo la linea esatta del contorno, coprendo  praticamente la parte che poi andrà tagliata, per evitare che la colla si insinui tra la soundboard e la forma  
Poi posiziono correttamente la soundboard (con manico già incollato) e la forma sulla solera   e stendo la colla sul lato delle fasce e controfasce che andranno inserite (capovolte rispetto alla foto) nella forma per attaccarsi alla soundboard , e tenute in pressione per 24 ore, con l’aiuto di tavole e morsetti.
     
Nella stessa occasione incollo anche gli spessori che tengono le fasce aderenti al manico
   
il giorno dopo rifinisco e ripulisco 

prima di passare all’incollaggio del kerfing (controfasce) sul lato posteriore delle fasce

Qui di seguito la galleria per chi vuole scorre le immagini in sequenza

chitarra H#1937 – 5° capitolo

 …segue: attività di costruzione.

Ora i vari componenti sono pronti. Si tratta solo di iniziare l’assemblaggio, nel dovuto ordine:

fondo: incollare le catene

     

tavola armonica: incollare in posizione il sottoponte, il rinforzo della buca, le catene 

      

manico: posizionare sulla solera sia la tavola armonica che il manico e assicurarsi del perfetto allineamento sulla mezzeria e della perfetta coincidenza tra il manico e la tavola all’altezza del 12° tasto; bloccare il posizione la tavola armonica; mettere la colla nel blocco del manico che dovrà posarsi sulla tavola e bloccare il tutto per 24 ore, senza tralasciare la carta da forno per evitare che tavola e manico si attacchino alla solera

zocchetto e controfasce:
dopo aver sagomato e tagliato lo zocchetto di coda lo si incolla alle fasce tenendo il tutto dentro la forma, e si lascia asciugare 24 ore per poter procedere alla fase di incollaggio delle controfasce.
  
Prima si attaccano le controfasce alle fasce sul lato della tavola armonica, e per fare ciò è necessario togliere la forma dalla solera e capovolgerla. Quindi si incollano le controfasce lasciando liberi gli spazi per le catene, la cui posizione è stata rilevata in precedenza
       
Prima di procedere con la colla si prova, nella forma riposizionata sulla solera, il posizionamento sulla tavola armonica, controllando che controfasce e tavola combacino bene, con le catene nei loro incastri, e con le fasce che incastrano nello zoccolo del manico. in questa fase si provano anche gli spessori che bloccano le fasce al manico (v. ultima foto della serie qui sopra).
 Ora bisogna incollare fasce e controfasce alla tavola armonica…(segue)

 

Questa è una galleria delle immagini di questo capitolo

 

11 ⋅filetti e binding

bindingChannelTopL’ultima parte che riguarda la struttura del corpo è quella relativa al binding e al purfling (filetti), elementi sia estetici che strutturali (il binding ), consistenti in sottili fasce o filetti di legno o plastica che aggiungono solidità (il binding) e colori e abbellimenti (il purfling e il binding).
Nel mio caso il binding è una striscetta di legno chiaro (per contrastare lo scuro del palissandro) di 6 mm di altezza e circa 1,5 di spessore, mentre il purfling consiste di alcuni filetti rossi/bianchi alternati di circa 2 mm per 0,5 mm di spessore. Questi ultimi sono inseriti nella tavola armonica e quindi visibili guardando la chitarra di fronte, mentre il binding è visibile guardandola di lato.

Dato che alla fine il corpo deve risultare tutto livellato senza sporgenze sarà necessario creare sia nelle fasce che nella soundboard gli scavi giusti per inserirvi le striscette e i filetti, cosa che si ottiene in diversi modi sia a mano che con opportuni macchinari.
Qui sotto trovate un primo filmato sull’uso del TrueChannel Binding Router Jig, che mi è stato prestato per una prova  da Beppe, che l’ha acquistato dalla Stewart Mac Donald. Poi una galleria fotografica e un secondo filmato sul montaggio di binding e filetti.

Filmato 1:
Preparazione scavo

Galleria:

binding+purfling


Filmato 2:
montaggio binding

6 ⋅unire fasce e zocchetto

unire-fasce+zocchetto16Le fasce sono piegate, adesso bisogna unirle per formare il corpo di una chitarra! Prima di tutto le uniamo allo zocchetto, il blocco di legno che sta in fondo (opposto al ginocchio del manico) e che dà solidità alla giunzione tra le fasce, il cui lato finale è stato ovviamente rettificato per farle coincidere perfettamente. Lo zocchetto nel mio caso è di multistrato okumè, più che sufficiente per reggere gli sforzi e nel contempo abbastanza leggero.

Vi mostro una galleria delle foto relative all’operazione

costruire la forma⋅2

102_2211

Naturalmente oltre che la forma esterna bisogna anche costruire i divaricatori che, all’interno, tengano le fasce spinte contro la forma per un certo tempo dopo la piegatura.
Li costruisco con gli avanzi del taglio della forma, sono già abbozzati (il taglio ha prodotto in ogni tavola un maschio e una femmina, anche se non precisissimi), e ridisegno il contorno usando come guida proprioprep-devaricatori-1 il lato interno della forma. Poi con un curvilinea prova-devaricatoriche guida il cuscinetto della fresa li taglio tutti uguali e precisi (il procedimento è lo stesso usato per la forma). Poi bisogna  tagliare dalla base di ciascuno una striscia sufficiente a lasciare tra i due, quando saranno inseriti nella forma, uno spazio per i cunei o le viti a espansione (diciamo tra i 6 e i 10 cm vuoti quando essi appoggiano al lato interno della forma).

Una volta finito il lavoro di taglio e fresatura con la massima precisione possibile, passiamo a rendere funzionale la forma. Cioè a renderla usabile in diverse situazioni. A tale scopo bisogna renderla “apribile” sia sul top dove dovrà passare il manico (infatti useremo la forma anche dopo il montaggio del manico, per qualche incollaggio o per inserire i binding, eccetera). Bisogna tagliare dalla forma un inserto che possa essere rimesso in loco o tolto con facilità.
Quindi torna utile disegnare sulle due mezze forme una diagonale su ciascuna, quindi due simmetriche rispetto alla mezzeria, e prima di tagliarle praticare un foro da 10 mm al centro di ciascuna. Solo adesso tagliare lungo le due diagonali al centro dei fori da 10 e incollare tra loro perfettamente combacianti i due pezzetti avanzati che costituiscono l’inserto removibile. I fori servono perchè nel mezzo scavo rimasto su ciascuna delle due parti si incolla un tondino di legno che servirà al corretto reinserimento dell’inserto ogni volta che serve.

A questo punto penso sia meglio lasciare la parola alla galleria fotografica che probabilmente è più istruttiva di un testo. (L’ultima foto riguarda i vecchi divaricatori che comunque NON vanno in pensione)