lesson learned (cosa ho imparato finora)

Niente come sbatterci la testa insegna qualcosa. E io ho imparato, e vi raccomando:
1-abbiate pazienza, una pazienza inumana, e la liuteria è un’ottima scuola al riguardo. La pazienza non riguarda solo il “fare” le varie cose ma anche, e soprattutto, “aspettare” il tempo richiesto tra una operazione e l’altra. Ad esempio le attese tra una mano di finitura (gommalacca o vernice) e l’altra sono importantissime anche se stressanti. Sia perchè solo dopo questo tempo si vede il risultato parziale, sia perchè il tempo di asciugatura è fondamentale per l’indurimento perfetto del prodotto che si è usato, e quindi per la buona riuscita della mano successiva. Non fatevi prendere dalla fretta! Sarete ripagati.
2-non fate acquisti inutili. Solo dopo aver acquistato un attrezzo scoprirete che è inutile (al peggio) oppure, mel migliore dei casi, che la stessa cosa si può fare con attrezzi di basso costo o autocostruiti. E’ pur vero che gli attrezzi concepiti appositamente per certi lavori di liuteria consentono una esecuzione più veloce o più “perfetta”, ma questo non ha senso se non siete professionisti che devono produrre per commerciare. Per chi, come me, fa queste cose per passione (anche se dopo tenterò di vendere i miei prodotti) è inutile riuscire a produrre 3 chitarre al mese. E’ molto più interessante farne una in tre mesi… anche perchè bisogna lavorare per mangiare, e questo è solo un hobby. E si sa che gli hobbies costano!
3-non cercate da subito i materiali migliori, legni pregiati, meccaniche perfette, eccetera. Avrete tempo per costruire la chitarra perfetta. Per ora accontentatevi di un livello medio-buono. Ho scoperto ad esempio che ci sono in circolazione chitarre di grandi marche fatte col fondo e le fasce in compensato, quindi…perchè partire da subito con i legni massello, che non solo costano ma sono più delicati e facili da rovinare?

piallare a spessore

Ho dovuto trovare il modo di piallare le tastiere che, ordinate a un fornitore esterno,sono arrivate con uno spessore di 8-9 mm, troppo per un osso del capotasto standard, e quindi andavano ridotte a circa 6 mm di spessore.

Basta avere un trapano a colonna e un sanding drum, cioè un cilindro avvolto in carta abrasiva che viene montato al posto delle punte. Bisogna creare una guida con un pezzo di legno dai bordi in squadra e fissarla con dei morsetti alla distanza giusta per ottenere lo spessore desiderato. Poi si fa scorrere spiongendola lentamente la tavola da piallare.
Raccomandazioni:
1-si fa una sacco di polvere minutissima che è bene non respirare e non ricevere negli occhi, quindi mascherina e occhiali sono indispensabili.
2-spingete la tavola in senso opposto al senso di rotazione del tamburo se no vi viene sparata addosso a tutta velocità

Due filmatini, uno a motore spento e l’altro con il tutto in azione.